lunedì 9 novembre 2015

Manuale di approccio al Canadese medio

La mia zucca per Halloween
Un commento su uno dei post precedenti mi ha fatto sorridere. La domanda era "Come sono i canadesi in generale e come ti approcci a loro?"
Innanzitutto dovete parlare sottovoce, si spaventano facilmente. Non mostrate i denti avvicinandovi, lo prenderebbero come segno di sfida e, soprattutto, se gli date degli Americani potrebbero attaccarvi pericolosamente!
Okay, passiamo alle cose serie. Facciamo una classifica stile Oltreuomo và

  • Sottolineate il fatto che siete exchange students. Se state sempre nel vostro angolino buio e non provate a parlare, gli abitanti locali non noteranno mai il vostro -accentuatissimo- e curioso accento. Se hanno voglia di fare nuove amicizie, una volta intrapresa una conversazione poi, la domanda "Ma da dove vieni?" è quasi obbligatoria. Successivamente sta a voi intavolare una meravigliosa e premeditata conversazione sul Paese famoso per Super Mario, la mafia e la pizza.
Quando fuori piove
  • Fregatevene degli errori grammaticali. Troverete sempre la/il ragazza/o spocchiosa/o con lo sguardo da rotto in culo persona difficile con cui trattare che ti guarderà pensando "E che ci fa questo immigrato qui?" mentre cerchi con tutte le tue forze di mettere insieme una frase sensata in lingua inglese. Sull'altro piatto della bilancia però, è pieno di ragazzi che si fanno in quattro per aiutarti a capire con dei sinonimi o parlando in maniera semplificata e più lentamente.
  • Grazie a Dio esistono quelli che io chiamo i salvatori di exchange. Sono quei ragazzi o ragazze che fanno incetta di studenti stranieri, li aggiungono su Facebook, iniziano conversazioni, o li aiutano mentre girano con lo sguardo perso nei corridoi della scuola. Fatevi furbi ragazzi, e se questi salvatori sono simpatici attaccatevici come se fossero la vostra unica ancora di salvezza. Proponete di uscire, e chiedetegli di presentarvi i loro amici. In paesini piccoli specialmente, non è difficile arrivare a conoscere praticamente tutti!
  • Devo essere (purtroppo) sincera con voi. Nel mio micropaesino i canadians che conosco io, complici il lavoro e lo sport, escono poco spesso. Ad esempio, Venerdì scorso ho scritto a dei miei amici canadians e 2/3 di loro non stavano facendo nulla. Senza che avessi chiesto loro di uscire sarebbero stati davanti alla tv o al pc tutta la serata. Quindi c'mon, siate attivi e smuovete le acque! Sono festaioli ogni tanto, ma qualcosa come una volta al mese non di più ahahah
  • In generale sono tutti molto gentili ed educati. Quasi overpolite. Attenzione, questo significa che ti tengono la porta aperta e ti chiedono scusa se ti sfiorano, ma non tutti vengono lì ad aiutarti se non capisci la lezione. Essere educati è diverso da essere buone persone. 
Amica e compagna di classe italiana rivista a 5800 km
da casa. E' stato troppo carino

Il mio consiglio alla fine è BUTTATEVI. Parlate, almeno provateci. So e vi dico per prima che è difficile, specialmente se non vi sentite confidenti sulla lingua o dovete farvi ripetere le domande più volte. Dovete però pensare che il tempo che passiamo qui è limitato. Io, ad esempio, sto solo cinque mesi, (non riesco a immaginare come fanno le persone a starne tre, sono davvero pochissimi!) e non c'è tempo per i rimpianti. Se volete fare qualcosa con i vostri amici, scrivete loro e chiedeteglielo. Prendete in mano la situazione, perché il più delle volte se lasciate le redini ai canadians passano i giorni prima che organizziate qualcosa. 

Formal day at school
Chiaramente esistono le eccezioni. Tendo a sottolineare che quando parlo di "canadians" mi riferisco a un gruppo di circa 150 adolescenti del paese in cui vivo, non è una generalizzazione a livello nazionale o anche solo provinciale (Nova Scotia). C'è un ragazzo ad esempio, che chiede spessissimo a me e a mia sorella di uscire. E, secondo me, molti non organizzano perché dopo la scuola, gli allenamenti e il lavoro sono abbastanza distrutti. But TGIF, il weekend sono più attivi che il resto della settimana.
Non voglio che passi il messaggio che non esco e sono sola e depressa tutto il giorno. Esco praticamente tutti i giorni, e ho provato tutte le cose che era possibile provare qui. E' diverso dall'Italia, ma chiaramente. E' un exchange quello che sto affrontando. 
Quando il prof ci
lascia usare il
cellulare in classe.
#Brittany

E non preoccupatevi, davvero. Le sfide ci sono, ma nulla che non possa essere affrontato. E come la mia professoressa di inglese mi ha detto quando ancora ero in Italia, "Se non ne siete in grado non vi passa neanche per la testa di iniziare un'esperienza del genere."

Ora come ora partirei altre mille volte. Mi sveglio col sorriso. Poi guardo la temperatura che c'è fuori, e se è sotto i -5° un po' di quel sorriso scompare lol
Ma hey, sono in Canada.

"Abbiate la forza e il coraggio di cambiare voi stessi."
Besos,
Marti

4 commenti:

  1. Ciao volevo chiederti come mai hai deciso di andare in nova scotia invece di vancouver. Sono indecisa tra questi due posti adesso quindi mi sarebbe piaciuto sapere la tua opinione

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    1. Ciao, vuoi una risposta brutalmente onesta?
      Con la mia agenzia, la WEP, era una questione di prezzo. Costava molto meno la Nova Scotia che Vancouver. Ho due amiche che sono là e si stanno godendo l'anima, quindi se preferisci la grande città all'aperta campagna, beh, ti consiglio Vancouver.
      Se invece vuoi respirare aria pura e magari cambiare il tuo stile di vita per un po' vieni qua!

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  2. ciao, io ho sempre voluto fare un semestre all'estero ed è da un po' che ho questa preferenza verso il Canada. Volevo chiederti se c'era un margine di età e quanti anni avevi quando sei partita e che classe facevi, giusto per orientarmi, ecco. :)

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    1. con la mia associazione il margine di età è 18 anni per rientrare nel programma con le High School, ma ci sono tante possibilità per partire anche se più grandi! Io sono partita a Settembre della 4° superiore, quindi avevo 17 anni :)

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