venerdì 30 ottobre 2015

60 giorni qui

Hey guys!
Scusatemi tantissimo ma in questi (quasi) due mesi non ho avuto tempo e fantasia per aggiornare.
Il 29 sono stati sessanta giorni che ho lasciato casa. Stavo ripensando che lasciare un posto sicuro dove sai già come funzionano le cose non è facile. Specialmente perché qui è tutto diverso, tutto nuovo, tutto una scoperta.
E' tutto nuovo, ed è stupendo. E' bellissimo girare per le strade e vedere gli alberi diventare rossi, o andare a scuola e stare con i canadians.
Certo, dopo due mesi alle cose ci fai l'abitudine. Se non completamente, almeno un po'. Ti abitui al cibo, agli orari, alla scuola.
Se all'inizio non capivo i professori, ora riesco benissimo a seguire le lezioni. Sono uscita più volte con ragazzi canadesi, sono carini! Sono tutti molto molto gentili, credo che quando tornerò in Italia sarò scioccata perché nessuno mi tiene la porta aperta anche se sono a tre o quattro metri di distanza, o perché nessuno ti chiede scusa se anche solo ti sfiora camminando. E qui, I swear, lo fanno tutti. Sempre.

We're ready to kick your ass babe
Questo post sarà un flusso di incoscienza, un po' perché non ho tempo di scrivere, un po' perché è così che mi sento. Piena di cose da dire, da pensare, e nessun ordine logico in cui categorizzarle. Partire cambia. Sono qui da due mesi e mi sento cambiata. Non so spiegarlo, ma lo si sente dentro. E' quasi un rendersi conto di qualcosa che forse c'era già dentro ma era nascosto. E' aprire gli occhi, sulle persone che siamo veramente.
Fa paura, un po'. Il pensiero di conoscersi, dico. Perché da noi stessi non si scappa. Ma una volta provata la libertà, chi vuole più tornare indietro?

Ok, parliamo di cose materiali e concrete e serie e dai cerchiamo di buttare giù un post in cui non sembri mi sia appena fatta di acidi.
La comprensione orale della lingua è migliorata in maniera esponenziale. Complici la scuola, gli amici, la famiglia, i libri (ho letto A thousand splendid suns e sto leggendo The kite runner, entrambi per la scuola), Grey's Anatomy e film, mi sono accorta che capisco molto molto di più dell'inizio.
Per quando riguarda il parlare, ad essere sincera non lo so. Conosco più vocaboli, questo è certo, ma non so come sono messa a costruzioni verbali. Il più delle volte invento l'ordine delle parole e credetemi, quando torno nessuno mi batterà nel gioco dei mimi.

Una droga dal numero di calorie
troppo grande per essere definito in
notazione scientifica chiamata S'mores
Fa freddo. Ci sono state mattine in cui la temperatura alle 6.50 -ora in cui mi sveglio- era di -5°C. Chiaro che io esco come se ci fosse una tormenta e le canadians sono in maglietta. E vabbè, abbiamo pelli diverse, dai.

Una me che fissa degli alberi al freddo ma sorride perché
la foto viene più figa
Ci sono alti e bassi. Non sarò quel tipo di exchange che dice agli exchange futuri "OMG ti divertirai ammerda è un'esperienza stupenda non starai mai in casa e all'Italia??!! Ma che dici maii non ci penseraiiii"
No. It isn't that easy. Come ho scritto sopra, mollare tutto non è facile. Poi veniamo catapultati in -letteralmente- un'altra vita. Cambiamo famiglia, amici, scuola, lingua, continente. Tutto ciò suona tremendamente Tumblr ma se "Tumblr" fosse un aggettivo o un modo di vivere, beh, credo che ora mi sentirei così. A volte mi manca il cibo italiano, e nei momenti in cui sono giù, anche la mancanza degli amici si fa sentire. Non ti accorgi di quello che hai finché non lo perdi. Io non ho perso nulla fortunatamente, ma qualche mese di lontananza è bastato per farmi aprire gli occhi. Ci sono state mattine in cui non voglio fare altro che piangere, lo ammetto. Vi dico anche che sarà capitato tre volte da quando sono qui, quindi il tutto è decisamente worth it.
La "pumpkin regatta", dove pazzi
canadians attraversano un lago dentro
a delle zucche dipinte. Lol.
Chilling & food
Sull'altro piatto della bilancia, ci sono però la gioia dell'essere qui. La meraviglia di avere amici da tutto il mondo. L'essere fiera di riuscire ad esprimermi benino in due lingue che non sono la mia lingua madre. Ci sono giorni in cui scoppio di felicità, davvero.
Quindi, mi sento sulle montagne russe. E finché non vado di nuovo a testa in giù, per ora mi godo le discese mozzafiato. 

Domande strane che mi hanno fatto fino ad ora:
Quindi tutte le case in italia hanno il forno in mattoni per la pizza?
Mangi pizza tutti i giorni?
Una me al freddo pronta
per andare al movie theater
Non ti stanchi della pasta?
Tutti gli italiani sono scuri di pelle?
Sai che credevo che la Grecia fosse in Italia?
Fai parte della mafia?

Magari questo post può non aiutare i futuri exchange, ma vi farà capire che probabilmente uscirete di testa è uno stravolgimento non da poco. Però se siete pazzi come me, se siete fuori di testa come tanti altri, ce la farete eccome.

Fatemi domande nei commenti, datemi consigli sui post perché se ho idee magari aggiorno più spesso yay

un bacio,
Marti




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