domenica 25 gennaio 2015

Non sapete se partire? Ecco perché l'ho fatto io

Mi sembra di non avere ancora scritto la parte più importante e centrale di tutta la faccenda. Perché ho deciso di partire.

Innanzitutto ho sempre amato viaggiare, e ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia che mi ha permesso di farlo. Visitare nuovi paesi, venire a contatto con nuove culture, interagire e sentire persone che parlano lingue diverse dalla propria lingua madre per me è semplicemente stupendo. 


Conoscere aiuta a crescere, e sto cercando di conoscere più cose possibili. Quando qualche anno fa ho pensato alla possibilità di partire, ho sentito il cuore in gola e una sensazione di fuoco alla pancia (?) capite, come quando siete innamorati e la persona che vi piace ricambia? O come quando guardate un film commovente e c'è la scena clou e mentre pensi che non ti accadrà mai ti immedesimi nei protagonisti? 
Beh quando qualche mese fa dovevo SERIAMENTE prendere in considerazione la cosa, mi è salita l'ansia. 


Mollare tutto e tutti per sei mesi, qui. In Italia ho amici che mi vogliono bene e che per me sono essenziali, amicizie che coltivo con affetto e interesse da tanti anni e anche amicizie nuove che voglio davvero portare avanti. Non so davvero come farei se non avessi gli amici, sarà che sono logorroica e se non parlo con qualcuno finisco per parlare da sola. 


Per questo l'idea di partire mi spaventava un po'... Se una volta tornata i rapporti tra me e gli altri fossero cambiati? Fare un anno/semestre all'estero ti cambia. E se quando torno sono diversa? Non mi ritrovo più con i miei amici? Erano dubbi che mi tormentavano, e in fondo al cuore mi tormentano anche adesso. Ci sono stata davvero male, anche perché più che pensarci e ripensarci non puoi fare altro, non si può prevedere il futuro o immaginare se saremo cambiati oppure no. 


Ma è l'esperienza di una vita. A 17 anni partire sei mesi. E' sbabemm, insomma, dì poco. Sono arrivata a pensare che se perderò gli amici, non saranno stati davvero legati a me. Sei mesi volano. Che poi in realtà sono cinque, non so perché si ostinino a chiamarlo semestre mh.


Come avevo già detto, secondo me viaggiare cambia la visione che hai delle cose. E io ho deciso di partire perché voglio avere la possibilità di scegliere, di avere una mia personale opinione e di decidere per me stessa in un futuro in cui l'adulta sarò io.


 Perché la nostra generazione un giorno dovrà fare delle scelte, in ogni campo. Magari i nostri compagni di classe saranno i nuovi ricercatori che scopriranno la cura per il cancro. Oppure il nostro vicino di casa si candiderà per diventare Presidente della Repubblica, se l'Italia non sarà andata in rovina. 
In futuro, saremo noi il futuro. Suona molto Tumblr, ma è così. 


Voglio poter fare delle scelte di cui non mi pentirò. Se è difficile, almeno provarci e non arrendermi in partenza. D'altra parte, chi si arrende in partenza ha già perso. 

Per questi motivi ho deciso di partire, oltre che per mille altri come migliorare l'inglese, diventare un po' più indipendente, o imparare ad autogestirmi. 


Ma sono queste le cose essenziali, alla base di tutto ciò in cui adesso fermamente credo e che mi stanno facendo andare avanti in questa esperienza. Non voglio che persone mi impongano cosa pensare, e che io non sia in grado di fare nulla per impedirglielo.


ok mi è uscito un post un po' troppo sentimentale, sdolcinato e pericolosamente Tumblr, però è davvero quello che penso e credo, e spero di avervelo fatto capire anche attraverso uno schermo. 



Marti 

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