domenica 19 giugno 2016

My friend, here is the end

2 Febbraio 2016:

E siamo qui. Sono ufficialmente tornata in Italia.
Il weekend di ritorno è stato moooolto lungo, non ho dormito per circa 40 ore di seguito. Sono atterrata a Milano Linate la domenica 31/1 alle 10am. Riabbracciare la mia famiglia è stato bellissimo, un'emozione unica.
Lunedì sono andata a scuola e vedere gli amici correrti incontro è bellissimo. Anche lì, la lacrima è scesa. Che dire? Mi sembra di non essere mai partita. Tutto è ESATTAMENTE come l'ho lasciato. Il che non so se sia un bene o un male.
Tutti i miei amici sono gli stessi, la mia famiglia anche. La mia esperienza in Canada sembra sia avvenuta in un mondo parallelo. Un'altra galassia.
E' una sensazione molto strana da spiegare ma non saprei davvero come fare.

19 Giugno 2016:

Non ho mai finito di pubblicare questa bozza perché non ero ben sicura riguardo al come finirla. Sono tornata e dopo quattro mesi posso dire che le cose non sono come prima. Non so in che mondo illusorio mi fossi immersa per le prime settimane, ma le cose non sono come prima. E' normalissimo non lo siano, sarebbe assurdo il contrario.
Per quanto magari le persone qui non siano cambiate (in tanti però l'hanno fatto), io sono cambiata. Guardo le cose in modo diverso, affronto i problemi e le situazioni nuove in maniera differente. Mi sono ritrovata a pensare che gli amici intorno a me fossero infantili e si comportassero in maniera strana, e mi sento quasi in colpa per averlo fatto ma non potevo farne a meno.

Ho avuto alti e bassi, momenti in cui mi sentivo sola e estrema felicità. Il mio problema è sempre il solito, il pensare troppo. Fottutamente troppo. Il classico overthink, you know? Col senno di poi, futuri exchange, fate qualsiasi cosa sia legale nel vostro stato fare. Parlate a chiunque, di qualsiasi cosa. Non abbiate timore o vergogna. Là potete prendere in mano la vostra vita come mai vi è successo qui in Italia e stravolgerla. Qualsiasi cosa succeda, farete sempre in tempo a ritornare qui. E allora sarà tutto finito. Vi sarete risvegliati dal sogno, dove tanto, se non tutto, era possibile. Una volta svegli, è difficile riaddormentarsi.
Con questo voglio dirvi che sì, ho alcuni rimpianti. Non tanti per carità, ma col senno di poi sono capaci tutti. Non me la sono presa con me stessa, anche perché in un angolo recondito della mia mente so che ho fatto del mio meglio con i mezzi che avevo in quel momento.

Tornando all'Italia, qui è casa. E' bello essere tornata, è normale essere cambiata. Un consiglio? Non dispiacetevi se perdete alcune amicizie. A quest'età (e mi sento male a dirlo, ma è ciò che penso) non abbiamo bisogno di nessuno in particolare. Siamo in estremo e continuo cambiamento, un panta rei in perenne mutamento. Non dovremmo fossilizzarci su persone specifiche, ci impediremmo tante nuove conoscenze. Con questo non dico di non avere amici veri, dico solo di accettare un eventuale cambiamento di orizzonti. Ci si sta male, ma poi passa. E ci sono altri 7 miliardi di persone là fuori che aspettano solo di essere scoperte.

Alla fine dei conti credo che questo blog sia servito più a me che a voi. Grazie se mi avete letta, all'Orientation WEP di Caorle ho incontrato alcune ragazze che mi conoscevano a causa di questo blog e devo ammettere che è stato molto bello e strano. Ho fatto la WEP Buddy, ma questa è un'altra storia.

I'm back.
Marti


domenica 3 gennaio 2016

Oh merry Christmas!

Sono in ritardo lo so, lo so.
Marti&Vale scoprono come
usare il selfie stick
#colombiana
Oggi è il 3 Gennaio e non posto da un po', chiedo perdono!
Ormai sono quattro mesi che sono qui e sto male a dirlo, ma la mia esperienza sta giungendo al termine. Assurdo vero? Mi sembra di essere arrivata ieri, non sto scherzando.

Non vi voglio annoiare e intristire quindi CHRISTMAS BABE
Il Natale significa casa, lasagne, passatelli (secondo me non sapete cosa sono ma anyway), camino acceso, famiglia riunita, domande scomode a tavola e tanto altro.
Mi è mancata casa? Sì, mi è mancata. E' stato un dolore insopportabile? No, assolutamente. Credevo semplicemente di non sentire la mancanza di nulla, nè prima di partire nè all'inizio delle vacanze natalizie. Non so se sottovaluto i miei rapporti con le persone o che altro, ma un po' male lo fa comunque.

Gruppo random di exchange fuori a cena
La mia hmum è cattolic(issim)a, quindi non è mancata la messa di mezzanotte, il presepe gigantesco e le decorazioni. C'erano tantissime decorazioni in casa mia, davvero un mucchio. Abbiamo anche impacchettato i quadri che sono in stanza mia e di Jiwoo (sì, impacchettati) perché fa più aria natalizia lol.

Il giorno di Natale ci ha svegliate presto per chiederci se poteva usare un nostro computer per fare Skype con la family che abita lontano. Hanno aperto i regali via Internet, è stato abbastanza commovente, specialmente vedere il nipotino che va incontro allo schermo dicendo "nanny nanny". E' una scena che mi ha spezzato un po' il cuore, la hmum ci sta malissimo per la mancanza della sua famiglia. Non mi stupisce che abbia deciso di vendere la casa qui e trasferirsi vicino a loro il prima possibile!
Perché il bosco si presta a selfie
La nonnina ha aperto i regali che aveva ricevuto dalla famiglia, ma quello più grande non era ancora arrivato (SPOILER: le hanno preso un tablet nuovo, così può ricominciare a fare Skype con una frequenza di chiamata un giorno sì e due no).

Dopodiche abbiamo aperto i regali io e Jiwoo. Io e lei ci eravamo comprate il regalo a vicenda in presenza dell'altra (abbiamo preso due felpe da Bluenotes, provandole e con lo stesso prezzo fino ai centesimi stralol, così nessuna delle due era scontenta o spendeva di più) e la hmum ci ha regalato tantissimi dolci, una coperta, una sciarpa e un selfie stick a testa. Carina!
 Noi le abbiamo preso una tazza che cambia colore con scritto "Fede è credere in ciò che non si vede" e una lampada. Le sono piaciuti!
Poi capisci che la hmum faceva l'arredatrice di interni
Ho apprezzato il Natale perché ci ha permesso di stare insieme e parlare, come fossimo una famiglia, bevendo eggnog sul divano guardando Home Alone.

E forse anche la
cuoca
Ho passato Capodanno ad Halifax, nella capitale, con la mia amica italiana, la sua famiglia e un'amica dell'altra exchange. Noi quattro ragazze avevamo una camera d'albergo insieme ed è stata una nottata interessante ahahahah

Party? Mi avevano invitata a uno, ma per problemi vari non sono riuscita ad andare.

Domani ricomincia la scuola, che la forza sia con me.

Avrei tante più cose da dire, ma non ho la forza materiale di scrivere tutto. Tengo un diario e scrivo tutto lì though, magari a esperienza finita posto degli spezzoni presi direttamente da lì.
Mi sento in dovere di dirvi che sono schizzata, tre settimane fa, a scuola. E' normale credo, avere un momento buio. D'altra parte non avevo pianto da quando sono partita. E' stato abbastanza brutto, specialmente perché sono scoppiata a piangere nei corridoi della scuola mentre ero al telefono, parlando italiano, seduta per terra. Non è stato un pianto leggero, da film, che non lascia neanche le guance arrossate però. E' stato lungo, con singhiozzi e abbastanza triste. Ragazzi si sono avvicinati a chiedermi se andava tutto bene e no, non andava. Ora le cose si sono un po' sistemate, ma non è stato facile.
Adattarsi a una nuova vita non è semplice, specialmente se credi non ti fit tanto. Facevo fatica a sentirmi a casa, per vari motivi. Farò un post su questo magari più avanti. E' normale avere paura, stare male e magari anche piangere. A me è capitato una volta in quattro mesi, ma quell'unica volta è stata abbastanza pesante. Telefonare a una delle mie più care amiche e parlarle in lacrime non è stato facile per me ma non oso immaginare per lei o per i miei genitori, che mi hanno sentita triste dall'altra parte del telefono, ma anche dall'altra parte del mondo.

Raccontarvi solo le parti fantastiche e divertenti dell'esperienza non credo sia giusto nei vostri confronti, futuri exchange. Se volete partire suppongo sia meglio che sappiate un minimo a cosa andate incontro. Chiaro non ne avrete un'idea finché la vita non ve lo sbatterà in faccia ma anyway, ci siamo passati tutti e ne siamo tutti usciti più forti e cresciuti.

La mia sistah
Sì, ha nevicato
Vi ricordo che vi per quanto vi sentirete sballottati, cambiati, spaventati, soli, il tempo passerà comunque prima che ve ne rendiate conto. Tra meno di un mese sono di nuovo a casa e alla fine dei conti mi sembra di non averla lasciata mai.

Marti



the sound of silence




lunedì 9 novembre 2015

Manuale di approccio al Canadese medio

La mia zucca per Halloween
Un commento su uno dei post precedenti mi ha fatto sorridere. La domanda era "Come sono i canadesi in generale e come ti approcci a loro?"
Innanzitutto dovete parlare sottovoce, si spaventano facilmente. Non mostrate i denti avvicinandovi, lo prenderebbero come segno di sfida e, soprattutto, se gli date degli Americani potrebbero attaccarvi pericolosamente!
Okay, passiamo alle cose serie. Facciamo una classifica stile Oltreuomo và

  • Sottolineate il fatto che siete exchange students. Se state sempre nel vostro angolino buio e non provate a parlare, gli abitanti locali non noteranno mai il vostro -accentuatissimo- e curioso accento. Se hanno voglia di fare nuove amicizie, una volta intrapresa una conversazione poi, la domanda "Ma da dove vieni?" è quasi obbligatoria. Successivamente sta a voi intavolare una meravigliosa e premeditata conversazione sul Paese famoso per Super Mario, la mafia e la pizza.
Quando fuori piove
  • Fregatevene degli errori grammaticali. Troverete sempre la/il ragazza/o spocchiosa/o con lo sguardo da rotto in culo persona difficile con cui trattare che ti guarderà pensando "E che ci fa questo immigrato qui?" mentre cerchi con tutte le tue forze di mettere insieme una frase sensata in lingua inglese. Sull'altro piatto della bilancia però, è pieno di ragazzi che si fanno in quattro per aiutarti a capire con dei sinonimi o parlando in maniera semplificata e più lentamente.
  • Grazie a Dio esistono quelli che io chiamo i salvatori di exchange. Sono quei ragazzi o ragazze che fanno incetta di studenti stranieri, li aggiungono su Facebook, iniziano conversazioni, o li aiutano mentre girano con lo sguardo perso nei corridoi della scuola. Fatevi furbi ragazzi, e se questi salvatori sono simpatici attaccatevici come se fossero la vostra unica ancora di salvezza. Proponete di uscire, e chiedetegli di presentarvi i loro amici. In paesini piccoli specialmente, non è difficile arrivare a conoscere praticamente tutti!
  • Devo essere (purtroppo) sincera con voi. Nel mio micropaesino i canadians che conosco io, complici il lavoro e lo sport, escono poco spesso. Ad esempio, Venerdì scorso ho scritto a dei miei amici canadians e 2/3 di loro non stavano facendo nulla. Senza che avessi chiesto loro di uscire sarebbero stati davanti alla tv o al pc tutta la serata. Quindi c'mon, siate attivi e smuovete le acque! Sono festaioli ogni tanto, ma qualcosa come una volta al mese non di più ahahah
  • In generale sono tutti molto gentili ed educati. Quasi overpolite. Attenzione, questo significa che ti tengono la porta aperta e ti chiedono scusa se ti sfiorano, ma non tutti vengono lì ad aiutarti se non capisci la lezione. Essere educati è diverso da essere buone persone. 
Amica e compagna di classe italiana rivista a 5800 km
da casa. E' stato troppo carino

Il mio consiglio alla fine è BUTTATEVI. Parlate, almeno provateci. So e vi dico per prima che è difficile, specialmente se non vi sentite confidenti sulla lingua o dovete farvi ripetere le domande più volte. Dovete però pensare che il tempo che passiamo qui è limitato. Io, ad esempio, sto solo cinque mesi, (non riesco a immaginare come fanno le persone a starne tre, sono davvero pochissimi!) e non c'è tempo per i rimpianti. Se volete fare qualcosa con i vostri amici, scrivete loro e chiedeteglielo. Prendete in mano la situazione, perché il più delle volte se lasciate le redini ai canadians passano i giorni prima che organizziate qualcosa. 

Formal day at school
Chiaramente esistono le eccezioni. Tendo a sottolineare che quando parlo di "canadians" mi riferisco a un gruppo di circa 150 adolescenti del paese in cui vivo, non è una generalizzazione a livello nazionale o anche solo provinciale (Nova Scotia). C'è un ragazzo ad esempio, che chiede spessissimo a me e a mia sorella di uscire. E, secondo me, molti non organizzano perché dopo la scuola, gli allenamenti e il lavoro sono abbastanza distrutti. But TGIF, il weekend sono più attivi che il resto della settimana.
Non voglio che passi il messaggio che non esco e sono sola e depressa tutto il giorno. Esco praticamente tutti i giorni, e ho provato tutte le cose che era possibile provare qui. E' diverso dall'Italia, ma chiaramente. E' un exchange quello che sto affrontando. 
Quando il prof ci
lascia usare il
cellulare in classe.
#Brittany

E non preoccupatevi, davvero. Le sfide ci sono, ma nulla che non possa essere affrontato. E come la mia professoressa di inglese mi ha detto quando ancora ero in Italia, "Se non ne siete in grado non vi passa neanche per la testa di iniziare un'esperienza del genere."

Ora come ora partirei altre mille volte. Mi sveglio col sorriso. Poi guardo la temperatura che c'è fuori, e se è sotto i -5° un po' di quel sorriso scompare lol
Ma hey, sono in Canada.

"Abbiate la forza e il coraggio di cambiare voi stessi."
Besos,
Marti

sabato 31 ottobre 2015

Giornata tipo!

In questi due giorni ho tempo per scrivere quindi ne approfitto! Sento che quando verrà la prima blizzard potrò scrivervi vita morte e miracoli della mia esperienza canadese in quanto sarò sepolta da due metri e più di neve e useremo le candele per andare in bagno in quanto la luce sarà saltat- ah ciò vuol dire niente Wi-fi. Che vita dimmerda.

Anyway, potrebbe interessarvi la mia giornata tipo? Non ne ho idea ma ci provo comunque.
Ho tre sveglie puntate, alle 6.45/50/55, dopo che un giorno mi sono svegliata alle 7.10 per prepararmi in 10 minuti imprecando e prendere il bus alle 7.25. 
Ieri ho scaricato un'applicazione per il controllo del sonno, solo che dovrei lasciare il telefono sul materasso per far sì che registri i miei movimenti... L'ho fatto e questa mattina ho trovato il telefono nell'angolo della stanza con lo schermo rigato. Inutile dire che ho eliminato l'applicazione lol

Appena sveglia il più delle volte sommersa dai miei quattro blanket (avrò 25°C sotto le coperte e 10°C nel resto della stanza) penso solo che vorrei stare lì per sempre. Poi faccio lo sforzo immane di alzarmi e accendere il riscaldamento, così quattro minuti dopo posso uscire senza rischiare ustioni di terzo grado ai piedi per il pavimento ghiacciato. Credo che la mia casa abbia problemi a mantenere il calore mh.
Dopo di che mi vesto e vado in bagno. Qui mi lavo la faccia e i denti con la paura che le gocce che cadono nel lavandino diventino stalattiti (o stalagmiti?), e il più delle volte rinuncio a fare la pipì perché l'asse del water sembra troppo freddo. Esco alle 7.20 con mia sorella Jiwoo, alle 7.25 arriva lo schoolbus e alle 7.35 siamo a scuola. Lì faccio colazione, faccio la pipì perché a scuola -non ho idea del motivo- sembra ci siano 35°C costanti. Quindi sotto al jacket invernale ho quasi sempre magliette leggere, alle lezioni si schiatta. 

Faccio cinque ore di lezione intervallate dal recess e dal lunch, durante i quali o sto con gli exchange o con i canadians. A volte tutti insieme. Mi faccio dei chilometri a piedi ogni giorno perché bisogna andare all'armadietto alla fine di ogni ora per prendere i libri dell'ora successiva. E se sbaglio a leggere la tabella degli orari (è capitato) devo correre perché arrivare in ritardo qui conta più che in Italia.

Tutte le mattine a scuola c'è l'inno, Oh Canada. In inglese, francese e signori e signore, anche lingua mikmaaq. Inutile dire che la prima volta che ho sentito l'inno cantato dai nativi Canadesi, stavo per mettermi a ridere tantissimo, ma mi sono trattenuta perché sarebbe stato tremendamente irrispettoso. 

Arrivo a casa alle 14.30, e qui faccio i compiti o parlo con la family o dormo o sto al computer. Vado in palestra con Jiwoo due volte a settimana. Vorrei andare di più, ma siamo le prime ad ammettere che la pigrizia ha spesso la meglio. Molto più spesso vado al mall, ci sono anche dei negozi carini di vestiti! E' poi un ottimo posto per incontrare persone, specialmente ora che fa freddino fuori. E in ogni caso ho quasi sempre cose da comprare, come oreo di riserva, o patatine, o ok forse dovrei smetterla di comprare cibo spazzatura o il mio livello di colesterolo sarà altissimo. 

La cena (dovrebbe chiamarsi merenda ma vbb) ha luogo in un orario variabile tra le 5.30 e le 6 pm. Quindi non ho ancora finito di digerire il pranzo che già mi metto a tavola un'altra volta. Mangio bene, la mia nonnina è brava. Unica cosa, non bevono acqua. A cena c'è solo un bicchiere e nessuna bottiglia, o caraffa. Quindi faccio avanti e indietro dal rubinetto più volte, ma davvero non c'è la cultura dell'acqua. Ingoiano tutto a secco come dei serpenti. Mh. 

Solitamente dopo la doccia mi piazzo in camera di mia sorella e stiamo insieme a parlare, o anche semplicemente a farci gli affari nostri ma godendo della compagnia altrui. Scrivo il mio diario (sono arrivata a 60 pagine ormai, sta diventando una droga scrivere e devo dire che mi sfogo in una maniera assurda), finisco i compiti se ne ho ancora, guardo la mia puntata giornaliera di Grey's poi nanna. 

Se è un giorno del weekend è diverso, in quel caso ci svegliamo alle 9 e usciamo dopo il brunch. Esco sempre, con chiunque sia libero. A volte basta anche solo andare al mall e si incontra gente della propria scuola con cui aggregarsi, e la cosa è utile! Il più delle volte torno a casa per cena perché non vorrei spendere tutti i soldi così in fretta. La sera cerco di fare qualcosa ma questi canadesi non hanno troppo nella cultura l' uscire senza un fine o uno scopo, quindi spesso esco con gli altri exchange. O trascino qualche ragazzo fuori casa, ma devo ammettere che non è semplice. Cinema, bowling, Tim Hortons, Mac, tutto va bene. I primi tempi giravamo un po' per il paesino ma ora la temperatura sta scendendo quindi non va bene. Sto lentamente scivolando nella consapevolezza che di party ne vedrò pochi e che spesso dovrò tornare a casa prima di mezzanotte. Se usciamo con i canadians, sono abituati al fatto che le host families diano coprifuochi in orari discutibili, quindi se lo aspettano. Oggi ad esempio usciamo a fare treak or treat, e la mia amica deve tornare alle 9. Io alle 10, perché "Ad Halloween girano cose strane". Paesino di 5.000 abitanti e più droga che alberi mi dicono ahahah

Ma yay, qui si sta bene. 
Credo metterò i link per contattarmi su Facebook o per seguirimi su Instagram, così mi potete aggiungere e farmi delle domande. Se mi aggiungete scrivetemi che seguite il blog così so che non siete stalker che vogliono rapirmi

Pace amore e gioia infinita
Marti 

venerdì 30 ottobre 2015

60 giorni qui

Hey guys!
Scusatemi tantissimo ma in questi (quasi) due mesi non ho avuto tempo e fantasia per aggiornare.
Il 29 sono stati sessanta giorni che ho lasciato casa. Stavo ripensando che lasciare un posto sicuro dove sai già come funzionano le cose non è facile. Specialmente perché qui è tutto diverso, tutto nuovo, tutto una scoperta.
E' tutto nuovo, ed è stupendo. E' bellissimo girare per le strade e vedere gli alberi diventare rossi, o andare a scuola e stare con i canadians.
Certo, dopo due mesi alle cose ci fai l'abitudine. Se non completamente, almeno un po'. Ti abitui al cibo, agli orari, alla scuola.
Se all'inizio non capivo i professori, ora riesco benissimo a seguire le lezioni. Sono uscita più volte con ragazzi canadesi, sono carini! Sono tutti molto molto gentili, credo che quando tornerò in Italia sarò scioccata perché nessuno mi tiene la porta aperta anche se sono a tre o quattro metri di distanza, o perché nessuno ti chiede scusa se anche solo ti sfiora camminando. E qui, I swear, lo fanno tutti. Sempre.

We're ready to kick your ass babe
Questo post sarà un flusso di incoscienza, un po' perché non ho tempo di scrivere, un po' perché è così che mi sento. Piena di cose da dire, da pensare, e nessun ordine logico in cui categorizzarle. Partire cambia. Sono qui da due mesi e mi sento cambiata. Non so spiegarlo, ma lo si sente dentro. E' quasi un rendersi conto di qualcosa che forse c'era già dentro ma era nascosto. E' aprire gli occhi, sulle persone che siamo veramente.
Fa paura, un po'. Il pensiero di conoscersi, dico. Perché da noi stessi non si scappa. Ma una volta provata la libertà, chi vuole più tornare indietro?

Ok, parliamo di cose materiali e concrete e serie e dai cerchiamo di buttare giù un post in cui non sembri mi sia appena fatta di acidi.
La comprensione orale della lingua è migliorata in maniera esponenziale. Complici la scuola, gli amici, la famiglia, i libri (ho letto A thousand splendid suns e sto leggendo The kite runner, entrambi per la scuola), Grey's Anatomy e film, mi sono accorta che capisco molto molto di più dell'inizio.
Per quando riguarda il parlare, ad essere sincera non lo so. Conosco più vocaboli, questo è certo, ma non so come sono messa a costruzioni verbali. Il più delle volte invento l'ordine delle parole e credetemi, quando torno nessuno mi batterà nel gioco dei mimi.

Una droga dal numero di calorie
troppo grande per essere definito in
notazione scientifica chiamata S'mores
Fa freddo. Ci sono state mattine in cui la temperatura alle 6.50 -ora in cui mi sveglio- era di -5°C. Chiaro che io esco come se ci fosse una tormenta e le canadians sono in maglietta. E vabbè, abbiamo pelli diverse, dai.

Una me che fissa degli alberi al freddo ma sorride perché
la foto viene più figa
Ci sono alti e bassi. Non sarò quel tipo di exchange che dice agli exchange futuri "OMG ti divertirai ammerda è un'esperienza stupenda non starai mai in casa e all'Italia??!! Ma che dici maii non ci penseraiiii"
No. It isn't that easy. Come ho scritto sopra, mollare tutto non è facile. Poi veniamo catapultati in -letteralmente- un'altra vita. Cambiamo famiglia, amici, scuola, lingua, continente. Tutto ciò suona tremendamente Tumblr ma se "Tumblr" fosse un aggettivo o un modo di vivere, beh, credo che ora mi sentirei così. A volte mi manca il cibo italiano, e nei momenti in cui sono giù, anche la mancanza degli amici si fa sentire. Non ti accorgi di quello che hai finché non lo perdi. Io non ho perso nulla fortunatamente, ma qualche mese di lontananza è bastato per farmi aprire gli occhi. Ci sono state mattine in cui non voglio fare altro che piangere, lo ammetto. Vi dico anche che sarà capitato tre volte da quando sono qui, quindi il tutto è decisamente worth it.
La "pumpkin regatta", dove pazzi
canadians attraversano un lago dentro
a delle zucche dipinte. Lol.
Chilling & food
Sull'altro piatto della bilancia, ci sono però la gioia dell'essere qui. La meraviglia di avere amici da tutto il mondo. L'essere fiera di riuscire ad esprimermi benino in due lingue che non sono la mia lingua madre. Ci sono giorni in cui scoppio di felicità, davvero.
Quindi, mi sento sulle montagne russe. E finché non vado di nuovo a testa in giù, per ora mi godo le discese mozzafiato. 

Domande strane che mi hanno fatto fino ad ora:
Quindi tutte le case in italia hanno il forno in mattoni per la pizza?
Mangi pizza tutti i giorni?
Una me al freddo pronta
per andare al movie theater
Non ti stanchi della pasta?
Tutti gli italiani sono scuri di pelle?
Sai che credevo che la Grecia fosse in Italia?
Fai parte della mafia?

Magari questo post può non aiutare i futuri exchange, ma vi farà capire che probabilmente uscirete di testa è uno stravolgimento non da poco. Però se siete pazzi come me, se siete fuori di testa come tanti altri, ce la farete eccome.

Fatemi domande nei commenti, datemi consigli sui post perché se ho idee magari aggiorno più spesso yay

un bacio,
Marti




martedì 15 settembre 2015

Making friends?

Hey ciao!
Qui è tutto fantastico, sembra di stare in un film. Nei negozi c'è già aria di Halloween, mangio pancackes a colazione e mettono lo sciroppo d'acero su tutto. TUTTO. Vi dico solo che l'ho mangiato anche sui fagioli.
E non era poi così male ahahah

Scarpinata in mezzo alla foresta fatta al
camping di due giorni con tutti gli altri
exchange student dell'Annapolis Valley (il
mio school board)
A scuola sto iniziando a capire, a fatica e stando molto attenta. In ogni caso le lezioni sono strutturate molto bene, ci sono tantissimi intervalli multimediali, non è come in Italia, quando il prof si siede alla cattedra e fa un monologo per un'ora. In ogni classe c'è una LIM, la lavagna elettronica, e viene utilizzata davvero molto. In Inglese ora stiamo affrontando l'effetto dei social network sugli studenti e abbiamo visto video e fatto discussioni a riguardo.
In chimica andiamo in laboratorio una volta a settimana.
In matematica la prof scrive sulla lavagna le lessons, che noi copiamo, mentre spiega. Se si è assenti, o non si ha capito un argomento, a casa basta andare sull'account di Google Classroom e voilà ci saranno le lezioni, i compiti e le risposte caricati dai professori. Con la possibilità di chattare con il prof e gli altri compagni.

Siamo in un altro mondo ragazzi

Poi fanno concept check, test o quiz una lezione sì e l'altra no. Avendo le stesse lezioni tutti i giorni, si è costretti a stare al passo con lo studio. Non ci si può perdere, i professori ci tengono monitorati per vedere se capiamo e stiamo attenti alle lezioni.

Passiamo all'argomento che dà il titolo al post: farsi degli amici.
Parto con la nota positiva. Se è difficile fare amicizia con i canadesi, con gli exchange student non ce ne è neanche il bisogno. Dal momento in cui vi presentate "Hi I'm from Italy" con spiccato accento italiano e "I'm from Colombia/Japan/China/Spain/Thailand/Korea/Brasil", siete già amici.

L'oggetto del demonio
che mi fa arrivare in ritardo
alle lezioni
Dopo essere andati in canoa sul lago. Siamo tutti exchange student,
da Francia, Spagna, Italia e Repubblica Ceca. 





















Questo accade per il semplice fatto che siete nella cacca fino al collo entrambi stessa simpatica situazione; in un paese straniero, dove non conoscete nessuno, con una lingua che non è la vostra, circondati da persone che parlano così tanto velocemente che l'unica cosa che potete fare è sorridere, annuire e sperare non fosse una domanda.


Il lago. Canada mica da poco, eh?
Dopo sei giorni di scuola sto iniziando a parlare con alcuni canadesi. E' bellissimo quando mi rivolgono la parola loro per primi, o mi salutano.
Sì lo so, mi emoziono con poco. Ma shh, qui mi accorgo anche di un accenno di sguardo nei corridoi e ne sono felice. Quindi non giudicatemi lol
La classe di Geographie è la mia preferita, perché in maggior parte sono persone stra carine che mi parlano! Chiacchierare in francese con accento canadese però è hard. So hard.
I canadesi sono in generale molto carini e gentili, ma hanno i loro amici (chiaramente) e non hanno molta intenzione di inserirti nel loro gruppo subito (comprensibilmente).

Io intanto vado avanti sorridendo a chiunque penso sia nelle mie classes, a inveire in italiano quando non riesco ad aprire l'armadietto, a fare colazione a scuola, a rincorrere lo scuolabus, a mangiare oreo dalla mia riserva di cibo segreta in camera, a cercare clubs a cui partecipare, a prepararmi per lo school dance,a sentirmi fiera di essere nata in un Paese che se viene citato ricorda a tutti pasta e pizza, e a essere tremendamente felice.

PS. Sto iniziando a sentirmi a casa.

Marti

giovedì 3 settembre 2015

First day of school!

Hi guys!
Oggi è stato il mio primo giorno di scuola



Sono convinta che un parto sia più semplice.

Ho quasi perso il bus, mi sono persa tre volte per la scuola, sono entrata in ritardo a due classes e ho fatto figure pessime a tutto andare chiedendo alle persone dove si trovassero le aule...
Ma andiamo con ordine.

Materie: Ho scelto Chemistry 12, Pre-Calculus 12, English 12 e Geographie Planetaire 12. Diciamo che sono stata costretta a prendere geographie, perché il corso di French era pieno e io volevo studiare francese. Quindi prendendo questo corso, faccio geografia ma spiegata in francese. Una sorta di CLIL italiano, per capirci
La mia Schedule

I giorni sono divisi in A B C D E F G H, e oggi era Lunedì giorno A, quindi Lunedì prossimo sarà giorno F. Fortunatamente non si va a scuola il Sabato! 












Resoconto della giornata: Oggi ho preso lo schoolbus alle 7.20, sono arrivata a scuola e sono andata in Homeroom, un'aula che suppongo sia la nostra aula di riferimento per i primi tempi. Abbiamo parlato un po' con il professore e tra di noi, dopo di che abbiamo ricevuto le nostre password per i lucchetti degli armadietti e il primo compito consisteva nell' aprirli e richiuderli per esercitarci. Fatto questo, 1st class!

Schoolbussssss
English. Sono entrata nell'aula e c'erano tutte le sedie disposte in cerchio stile alcolisti anonimi. Ci siamo seduti, il prof ha parlato e ci ha spiegato il programma per il primo semestre. Leggeremo e analizzeremo Amleto, e credo ci faremo anche delle ricerche su. Ma qui le ricerche consistono in lavoretti, quadretti o cose del genere. E' fantastico ahahahah
Ci ha detto di scegliere un libro da leggere, e io ho preso Mille Splendidi Soli. L'ho già letto in Italiano stralol
Il prof di inglese è un attore nel tempo libero, e ha detto che può capitare che venga in classe vestito da personaggio di una novella che stiamo trattando, in modo che possiamo interagire direttamente con il personaggio. E può capitare che si porti degli amici attori con sé che faranno lo stesso.
In Italia sarebbe deriso dal consiglio di classe, qui rende attiva la lezione e fa divertire gli studenti
La mia compagna di classe
che sta al Sud più Sud
della Nova Scotia

Geographie. Francese con accento americano, nemmeno il prof ha una buona r. Faremo molte ricerche di gruppo, e saranno valutate qualcosa come il 50% del nostro voto finale, quindi dobbiamo impegnarci!
Alla fine di questa class un ragazzo mi ha detto "Ma sei italiana? Quindi parli tre lingue? Oh Dio quanto ti invidio," e poi ho perso il senso del discorso, ma credo abbia detto qualcos'altro lol

Chemistry. In questa classe sono entrata correndo e in ritardo, per poi accorgermi che i banchi erano finiti. Ho aspettato in piedi davanti a tutti ciondolandomi da un piede all'altro dicendo "Hi"mentre aspettavo che il professore mi portasse una sedia... Imbarazzande
Il prof parla molto veloce e scrive anche male, quindi oggi seguire è stata una vera impresa.

Pre-Calculus. E' matematica. La professoressa sembra molto carina, oggi nel giro di mezz'ora di presentazioni ha imparato tutti i nostri nomi. Tutti.
Ha anche creato un gruppo di classe su nonsochesocial per avvisarci qualche giorno prima delle verifiche. Sì, lei qualche giorno prima manderà un messaggio con scritto "Ricordati della verifica di Matematica!"
Servono così tanto la pappa pronta agli studenti, sembra troppo facile aiuto

Il mio naso in questa foto ha
assunto le dimensioni del
continente asiatico

Le classi sono molto numerose, di una trentina di studenti. I professori sono molto gentili, disponibili e soprattutto amici degli studenti. Esattamente come in Italia, no?
Credo di avere dei compiti per domani. Non sono sicura di avere capito bene, nel dubbio li faccio comunque.
I compagni sono abituati ad avere exchange students stranieri in classe, ne hanno in media una ventina ogni anno, quindi io non sono più di tanto la novità. Ho parlato con alcuni ragazzi oggi, essendo il primo giorno credo sia una conquista!!

La scuola finisce alle 14 e alle 14.10 parte lo schoolbus, quindi non ho avuto il tempo di andare all'armadietto oggi. O meglio, l'avrei anche avuto ma non so in che cazzo di ala della scuola sia il mio armadietto rispetto all'uscita quindi ho preferito non rischiare.

Sono felice di me stessa in questo momento. Il pomeriggio sono andata a comprare alcune cose per la scuola al mall con la mia hsis coreana Jiwoo. Domani ci torno con l'exchange italiano Enrico.
E' difficile per tanti fattori, primo fra tutti la lingua e magari la lontananza da casa, ma sono felice. E ce la sto facendo yeah

Stay tuned,
Marti